| 1483 |
Nasce
ad Urbino da Magia di Battista Ciarla e
Giovanni Santi, pittore della corte di Federico
da Montefeltro.
La data
di nascita è incerta, in quanto calcolata
a posteriori in base alla notizia che era
nato il giorno della medesima ricorrenza
festiva - il Venerdì Santo –
della sua morte. La data dovrebbe dunque
cadere il 28-29 marzo oppure il 6-7 aprile,
a seconda del diverso computo della ricorrenza
pasquale. |
| 1500 |
Il
10 dicembre Raffaello, che a diciassette
anni figura già come “magister”,
firma il contratto per la pala d’altare
raffigurante l’Incoronazione di
San Nicola da Tolentino per la chiesa
di Sant’Agostino a Città di
Castello, impegnandosi insieme con il collaboratore
della bottega paterna Evangelista da Pian
di Meleto. Il dipinto, prima opera documentata
di Raffaello, fu in gran parte distrutto
da un terremoto nel 1789. |
| 1502 |
Tra
il 1502 e il 1503 Raffaello fornisce a Pinturicchio
i disegni e i modelli per gli affreschi
della libreria annessa al duomo di Siena
raffiguranti gli episodi della vita di Pio
II, al secolo Enea Silvio Piccolomini.
E’
possibile che in questo stesso periodo Raffaello
si trovi a Siena. |
| 1503 |
Il
19 gennaio e nel mese di marzo Raffaello
è documentato a Perugia, dove soggiornerà
ripetutamente fino al 1505 |
| 1504 |
Raffaello
firma e data Lo Sposalizio della Vergine,
dipinto per la cappella Albizzini in San
Francesco a Città di Castello.
Il 12 gennaio
risulta abitante a Perugia. |
| 1505 |
A
questa data, stante la perduta iscrizione
letta da Gustav Waagen (1794-1898), risultava
eseguita la pala Colonna, per la chiesa
di Sant’Antonio da Padova a Perugia;
la medesima data compare sull’orlo
della veste della Madonna Ansidei,
dipinta per l’omonima cappella gentilizia
nella chiesa di San Fiorenzo a Perugia.
Il 12 dicembre
Raffaello e il perugino Berto di Giovanni
firmano un contratto per l’Incoronazione
della Vergine, destinata al convento
francescano di Santa Maria di Monteluce
presso Perugia. |
| 1505/06 |
La
controversa lettura della data apposta sulla
Madonna del prato oscilla tra queste
due date |
| 1507 |
Raffaello
firma e data la Sacra Famiglia con
l’agnello e la Deposizione
per la cappella Baglioni nella chiesa di
San Francesco al prato a Perugia.
La presenza
dell’artista nel Palazzo Ducale di
Urbino l’11 ottobre del 1507 è
documentata per l’acquisto di una
casa in città. |
| 1507/08 |
La
controversa lettura della data apposta sulla
Belle Jardinière oscilla
tra queste due date |
| 1508 |
Raffaello
firma e data la Grande Madonna Cowper
sulla scollatura della veste della Vergine.
E’ del
21 aprile la lettera - unico documento che
attesta la presenza di Raffaello a Firenze
– scritta allo zio Simone Ciarla,
in cui l’artista si dice interessato
alla commissione relativa alla decorazione
di “una certa stanza” non ancora
assegnata e probabilmente riferita all’incarico
di Giulio II per la decorazione del suo
appartamento nel Palazzo del Vaticano. Nella
stessa missiva Raffaello chiede di ottenere,
tramite Francesco Maria della Rovere, una
lettera di raccomandazione a Pier Soderini,
gonfaloniere di Firenze. |
| 1509 |
Il
13 gennaio firma la ricevuta di pagamento
di 100 ducati per parte della decorazione
di una stanza dell’appartamento papale.
E’
tuttavia probabile che Raffaello risieda
a Roma già dalla seconda metà
del 1508. |
| 1511 |
In
una lettera del 12 luglio, inviata da Roma
dall’ambasciatore di Mantova a Isabella
d’Este, si afferma che Raffaello sta
dipingendo per il papa due stanze del Palazzo
Vaticano; si tratta della Stanza della Segnatura,
completata entro l’anno, e della Stanza
di Eliodoro, dipinta tra il 1511 e il 1514.
Il 4 ottobre
Raffaello riceve la nomina di "Scriptor
Brevium", che gli consente una migliore
disponibilità economica. |
| 1514 |
Il
1 luglio Raffaello scrive allo zio Simone
Ciarla, comunicandogli di aver iniziato
a lavorare in un’altra stanza del
Palazzo Vaticano, probabilmente la Stanza
dell’Incendio.
Alla fine
di luglio risale l’unico pagamento
di cento ducati documentato per il completamento
delle stanze papali.
Il primo
agosto Raffaello viene ufficialmente nominato
architetto di San Pietro, succedendo a Bramante,
morto il 12 marzo. |
| 1515 |
E’
del 15 giugno il primo pagamento a Raffaello
per i disegni degli arazzi destinati alla
cappella Sistina; l’ultimo pagamento
verrà registrato il 20 dicembre dell’anno
seguente.
Il 27 agosto
Raffaello viene nominato da Leone X supervisore
degli scavi archeologici a Roma e nei dintorni.
In questo modo Raffaello ha la possibilità
di accedere per primo a tutte le pietre
e ai marmi di scavo da utilizzare nel cantiere
della nuova basilica di San Pietro.
L’8
novembre Raffaello acquista una casa nel
rione Borgo, presso il Vaticano. |
| 1516 |
Da
una lettera del 22 novembre inviata a Michelangelo
da Leonardo Sellaio, agente del banchiere
Pierfrancesco Borgherini, si apprende che
Raffaello ha chiamato l’architetto
fiorentino Antonio da Sangallo a collaborare
alla costruzione di San Pietro. |
| 1517 |
In
una ulteriore lettera del 19 gennaio Leonardo
Sellaio scrive a Michelangelo a proposito
della commissione del cardinale Giulio de’
Medici, che ha incaricato Raffaello e Sebastiano
del Piombo della realizzazione di due dipinti
per una cappella della cattedrale di Narbonne
in Francia: Raffaello dipingerà la
Trasfigurazione e Sebastiano del
Piombo la Resurrezione di Lazzaro.
|
| 1518 |
Raffaello
firma e data il San Michele e la
Sacra Famiglia con sant’Elisabetta,
san Giovannino e angeli, la cui esecuzione
spetta soprattutto alla numerosa e ben strutturata
bottega.
Nel mese
di marzo riceve un pagamento di 32 ducati
per la decorazione della loggia privata
di papa Leone X, che completerà con
il consistente aiuto della bottega.
Il 5 agosto
risultano in corso i lavori di costruzione
di Villa Madama per il cardinale Giulio
de’ Medici a Monte Mario. |
| 1519 |
Nel
suo testamento del 28 agosto il celebre
banchiere Agostino Chigi dispone che la
cappella funeraria in Santa Maria del Popolo,
all’epoca incompiuta, debba essere
terminata sotto la direzione di Raffaello. |
| 1520 |
Nel
mese di aprile Raffaello fa testamento lasciando,
tra l’altro, 1.500 ducati per la decorazione
di una cappella nel Pantheon, da destinare
alla sua sepoltura.
Il 6 aprile,
secondo la testimonianza di Marcantonio
Michiel, scrittore e collezionista veneziano,
Raffaello risulta essere gravemente ammalato.
Il giorno successivo, 7 aprile, lo stesso
Michiel registra con cordoglio il decesso
di Raffaello, avvenuto il giorno del Venerdì
Santo, lo stesso del suo trentasettesimo
compleanno.
La causa
della morte di Raffaello rimane sconosciuta
anche se è noto che venne preceduta
da dieci giorni di febbre; secondo la testimonianza
di Vasari, tuttavia, l’artista morì
a causa di eccessi amorosi. La celebrazione
funebre, celebrata con sfarzo nella basilica
vaticana, vide accanto al feretro, la presenza
della Trasfigurazione, ancora non
del tutto completata. |
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