Con
la Deposizione
Baglioni l’intenso periodo
fiorentino di maturazione stilistica giunse
al termine. La sua opera ha ormai conquistato
una monumentalità che si
riflette anche nel prediletto tema della
Madonna col Bambino: lo testimonia qui la
Madonna Nicolini (Grande Madonna Cowper),
la più imponente e dinamica
tra le Madonne di tre quarti realizzata
da Raffaello in questi anni. La plasticità
delle figure si impone con irruenza, la
forma, il colore, il chiaroscuro si compenetrano
e la luminosità dilaga nello spazio.
Con queste Madonne, la Madonna Nicolini
o la Madonna Colonna, si è
in pieno nello stile della Stanza
della Segnatura e, in particolare,
della Disputa del Sacramento. Sono opere
in cui la tecnica pittorica viene estremamente
raffinata e i toni cromatici si fanno delicati
e nello stesso tempo consistenti. Straordinaria
dal punto di vista cromatico
è la Madonna Aldobrandini.
È un dipinto mirabile, uno degli
assoluti vertici pittorici
di Raffaello, realizzato probabilmente nel
momento in cui l’artista stava lavorando
al Parnaso e alle Virtù nella Stanza
della Segnatura, nel 1510 circa. È
stupefacente il contrasto
tra le piccole dimensioni della tavola e
la monumentalità che raggiunge la
composizione. Risposta “romana”
alla Madonna del Garofano di Leonardo (Londra,
National Gallery), l’opera è
impostata sui nuovi principi di
classicità che avevano completamente
mutato lo stile di Raffaello rispetto agli
anni umbri e poi fiorentini. Lo stesso paesaggio,
e l’imponente pilastro centrale, sono
ormai integralmente “romani”.
L’opera dovette avere grande risonanza,
come dimostra l’importante lettura
che ne diede Lorenzo da Credi.
Madonna Aldobrandini (Madonna Garvagh) Olio su tavola, 38,7 x 32,7 cm
Londra, National Gallery
L’iconografia
del quadro sembra semplice al primo sguardo,
la Madonna col Bambino e il san Giovannino
rappresenta un motivo prediletto per l’epoca
e lo stesso Raffaello vi si è spesso
confrontato con disegni e dipinti. Il suo
carattere pittorico e il cromatismo ridotto,
e nel contempo finemente differenziato,
del paesaggio evidenziano il sensibile superamento
del periodo fiorentino da parte di Raffaello.
Madonna Niccolini-Cowper
(La grande Madonna Cowper) Olio su tavola, 80,7 x 57,5 cm
Washington, National Gallery of Art
Firmato e datato sulla scollatura:
“MD VIII ./R.V.PIN.” (?)
Lo stato
di conservazione del quadro è complessivamente
ottimo. Un problema è rappresentato
dalla firma, che oggi non è più
visibile a occhio nudo, così come
riportata da Shapley: il “MD”
non è affatto certo, e a “RV”
non segue alcun “PIN”. Esami
più recenti hanno fatto sorgere il
sospetto che la firma sia stata sensibilmente
ridipinta nel XIX secolo. Al riguardo non
è chiaro in quale misura sia presente
una firma originale più antica sotto
quella ora riconoscibile. La Grande Madonna
Cowper è sempre stata considerata
come indubbia opera di Raffaello e viene
unanimemente datata alla fine del periodo
fiorentino, cosa a cui ha contribuito la
data problematica sulla scollatura dell’abito
di Maria.
Madonna Colonna Olio su tavola di pioppo, 78,9 x 58,2
cm
Staatliche Museen zu Berlin-Gemäldegalerie
Maria
siede rivolta verso sinistra, all’aperto,
davanti a un paesaggio caratterizzato dalla
presenza di alberi. Nella mano sinistra
tiene un libro aperto, ma il suo sguardo
si posa amorevole sul fanciullo Gesù,
che le siede in grembo, sostenuto dalla
mano destra e sorridendo divertito verso
l’osservatore afferra la mamma dal
corsetto. Alcune
parti sembrano incomplete, come i capelli
e la mano sinistra di Maria; inoltre, pare
che la copertina del libro, il cui disegno
riterrei inusuale per l’epoca, sia
stata ridipinta. Di contro, le radiografie
del 1939 dimostrano un fondo uniforme e
solido, suggerendo che la superficie originale
sia rimasta intatta per la maggior parte.
Gli esami agli infrarossi mostrano un abbozzo
sicuro nei contorni esterni e interni, ma
non danno alcuna indicazione riguardo alle
tracce di spolvero. Il libro nelle mani
di Maria dev’essere inteso come simbolo
della sua devozione. Raffaello utilizza
ripetutamente questo motivo per le rappresentazioni
di Madre e Bambino nelle sue precedenti
opere. Nella Madonna Colonna Raffaello
lavora con il tipo del bambino posizionato
in diagonale, così come già
avvenuto nella Madonna di Orleans,
conservata a Chantilly, e nella Madonna
Bridgewater, conservata a Edimburgo.
La Madonna Colonna, tuttavia, rispetto alla
vivacità delle figure e alla leggerezza
compositiva, si eleva e supera questi precedenti,
nella posizione e nella gestualità
del Bambino, che si rivolge in modo diretto
all’osservatore, nonché nell’aggraziata
posizione di Maria.
Cristo benedicente Olio su tavola, 31,7 x 25,3
cm
Brescia, Pinacoteca Tosio- Martinengo
Cristo
viene rappresentato quasi frontalmente,
come Redentore benedicente, a mezza figura,
con un abito rosso avvolto intorno ai fianchi
e alla spalla destra. Il capo è leggermente
inclinato, la mano destra e' alzata e con
la sinistra indica le ferite. Sullo sfondo,
sotto un cielo sereno, è accennato
uno scorcio di paesaggio. Il colore
dell’incarnato è molto fine,
quasi smaltato e ben mantenuto in superficie. A occhio
nudo si riconoscono leggeri pentimenti nei
contorni nonché occasionali tracce
di disegno preliminare sulle unghie. La
corona di spine è stata applicata
in una fase finale sullo strato di colore
dell’incarnato già eseguito,
un procedimento non inusuale per Raffaello.
Madonna dei candelabri Olio su tavola, ovale: diametro
verticale 65,7 cm, orizzontale 64 cm
Baltimora, Maryland, The Walters Art Museum
L’iconografia
della Madonna dei candelabri è significativa
anche per la sua valutazione come invenzione
pittorica di Raffaello. Zeri indicava una
tipologia figurativa tradizionale di Roma,
risalente al XV secolo, il cosiddetto Salvatore
del Laterano, in cui il Redentore viene
affiancato da due fiaccole ardenti. L’ispirazione
sarebbe tratta dal modello di un Cristo
tra due candele accese presente in Laterano.