“Vasari
si sofferma a sottolineare la laboriosità
dell’opera e la fatica che costò
a Raffaello, e di tale notazione critica abbiamo
prova tangibile nella serie eccezionalmente
numerosa dei disegni preparatori, ...
“ Anna Coliva, dal
catalogo della Mostra.
Molti di questi
disegni preparatori per la Deposizione sono presenti
in mostra. Questa è una occasione
unica di vedere i fogli dei primi studi
a raffronto con la stesura definitiva
della Deposizione; una incredibile documentazione
della genesi e della lenta trasformazione dell'idea
iniziale.
Sovrapposizione
dei disegni di studio sulla definitiva Deposizione
(Cliccare sui numeri per
vedere le sovrapposizioni.
Le schede dei singoli disegni sono qui di seguito)
1
- Gruppo di figure per un compianto sul Cristo morto Penna e inchiostro, 250 x 169 mm
Londra British Museum, 1895.9.15.636
Il disegno raffigura
i personaggi posti alla sinistra del gruppo della
Deposizione. Qui la Maddalena è
a terra, ai piedi dei personaggi che, grazie dall’abbigliamento,
possono identificarsi come maschili, tranne la
figura disegnata a destra, caratterizzata dai
capelli lunghi e scomposti. Maddalena ha le mani
giunte e si rivolge con lo sguardo a sinistra,
dove appunto, si può immaginare il corteo
funebre. Si noti la posizione delle gambe, intuibile
anche grazie al panneggio dell’abito, e
i piedi sovrapposti, che danno alla figura un’idea
di movimento, ribadita dal semplice gesto delle
mani giunte e portate al visto della figura, una
delle Marie, che le è accanto, ma in piedi.
Il foglio inoltre, si caratterizza per la doppia
immagine di Giuseppe d’Arimatea, riconoscibile
nella figura maschile con il turbante all’orientale.
2
- Quattro figure di discepoli nudi Penna e inchiostro bruno, 322 x 198 mm
Oxford, Ashmolean Museum, 530 recto
Le figure maschili
presenti nel foglio dimostrano l’attenzione
che Raffaello dedicò allo studio del nudo.
Si tratta di quattro uomini, di cui quello in
primo piano, esegue il medesimo gesto del disegno
di Londra (inv. 1895.9.15.636), con le mani giunte
portate al viso, ripreso dalla figura femminile
già notata nel foglio inglese. Gli uomini
sono privi di copricapo ma anche dei capelli,
sono tuttavia caratterizzati dalla splendida muscolatura
dei pettorali, così come dalle forti gambe
che accennano ad un movimento aggraziato e nello
stesso tempo dinamico. Le figure sono state riferite
a quella di san Giovanni Evangelista, presente
nel disegno del Compianto di Parigi (inv.
3865) e presente in mostra, seppure in questo
caso, si tratta di un personaggio coperto da un
ampio panneggio, ma caratterizzato dalla stessa
inclinazione della testa e dall’ormai usuale
gesto della mani giunte accompagnate al volto.
3
- Studio anatomico per la figura di Cristo Penna e inchiostro, 322 x 198 mm
Oxford, Ashmolean Museum, 530 verso
Nel disegno
è raffigurata un’unica figura maschile
sdraiata e completamente nuda. Si tratta naturalmente
di uno studio per la figura del Cristo del gruppo
centrale della Deposizione. I segni a
penna dei contorni risultano puntinati, motivo
che ne permetteva il trasporto su un altro supporto,
in questo caso, probabilmente, un altro disegno.
Ciò dimostrerebbe la volontà di
Raffaello di utilizzare la medesima posizione,
che è poi in parte quella della soluzione
finale presente nel dipinto. La posizione della
testa e del braccio abbandonato possono riferirsi
al Cristo della celeberrima Pietà di Michelangelo
in San Pietro e richiamano quello del disegno
di Oxford ( inv. 529) presente in mostra.
4
- Frammento di una Deposizione Punta d’argento
su carta
preparata rosa, 95 x 121 mm
Parigi, Ecole Nationale
Supérieure des Beaux-Arts,
inv. EBA 318
Il disegno in
origine raffigurava probabilmente uno studio per
l’intero corpo del Cristo, adagiato a terra.
E’ possibile che sia stato tagliato per
adattarne le dimensioni a quelle della figura
tracciata sul verso del foglio, che non ha tuttavia
correlazioni con la Deposizione. La posizione
della spalla e del braccio sembra compatibile
con l’impostazione e le proporzioni del
disegno del Louvre (inv. 3865), ma in questo foglio
la disposizione è più marcatamente
di profilo e il corpo non è rivolto verso
l’esterno; elementi, questi, che portano
ad avvicinarlo allo Studio anatomico per la
figura di Cristo (Oxford, Ashmolean, P 530
verso). Il disegno, che sembra tratto dall’osservazione
diretta, evidenzia lo studio meticoloso condotto
sulle pieghe prodotte nella carne dalla torsione
del capo e del collo, nonchè dall’allineamento
del braccio stesso. Ne deriva un accentuato senso
di plasticità, quasi scultorea. L’uso
sapiente della punta di metallo, tracciata su
un’imprimitura rosa salmone della carta,
testimonia il grado di straordinaria attenzione
al dettaglio usato da Raffaello nella preparazione
della Deposizione.
5
- Studio per il corpo di Cristo e di un portatore Penna e inchiostro bruno, 232 x 185 ca mm
Oxford, Ashmolean Museum, P II 525 verso
Nel foglio
si riconosce lo studio per i personaggi raffigurati
a sinistra nella Deposizione. Maggiore
evidenza è data alla figura del corpo del
defunto, in cui è ancora presente il braccio
abbandonato, ripreso nella celebre scultura michelangiolesca
della Pietà. Il capo è
abbandonato sulla spalla, tracciata con segno
particolarmente marcato rispetto agli altri che
compongono la splendida muscolatura del petto
dell’uomo. Del portatore sono raffigurate
le gambe, forti, mascoline, in cui si evidenzia
la posizione arretrata del piede, quasi a voler
rendere lo sforzo del movimento. Straordinaria
è infine la resa del braccio teso con la
mano che stringe il panno (presente anche nel
disegno di Londra, esposto in mostra, inv. 1855.2.14.1r),
di cui i contorni superiori sono tuttavia soltanto
accennati.
6
- Studi per figure della Deposizione Penna e inchiostro bruno
su contorni in gesso grigio, gesso
rosso, carta bianca, 279 x 169 mm
Oxford, Ashmolean Museum,
P.II.532
Il disegno si
presenta come uno studio dettagliato della dinamica
delle pose piuttosto che come un vero e proprio
studio compositivo. E’ probabile che sia
stato ripreso dal vero, utilizzando due o tre
modelli sottoposti a sforzo fisico, e in particolare
al trasporto di un peso, forse sostenuto da corde.
La pratica dello studio dei nudi non è
frequente in Raffaello durante il periodo umbro
e, anche successivamente, fu praticata dall’artista
a fronte di composizioni particolarmente complesse,
come l’affresco raffigurante la Disputa
del Sacramento nella Stanza della Segnatura
in Vaticano o la celebre Trasfigurazione
(Città del Vaticano, Musei Vaticani). Le
due figure sulla sinistra sono confrontabili sia
con quelle del disegno degli Uffizi (538E) sia
con quelle del dipinto. Rispetto al foglio degli
Uffizi, tuttavia, la figura di destra appare più
arretrata; è ipotizzabile dunque che tra
questo studio per i portatori e il disegno fiorentino,
che rappresenta la versione più vicina
a quella eseguita sulla tavola, l’artista
abbia realizzato altri disegni, utilizzando la
stessa scala dimensionale e riportando le figure
con la tecnica dello spolvero, fino a distanziarle
secondo l’impaginato della composizione
finale. Da notare inoltre l’importante dettaglio
del gradino, su cui si accingono a salire le figure
di sinistra, mantenuto anche nella stesura finale
del dipinto.
7
- La Vergine sorretta dalle pie donne Penna
e inchiostro bruno, 289 x 201 mm
Londra British Museum, 1895.9.15.616
Secondo
alcuni studiosi il disegno è considerato
copia di un originale perduto. Si tratta dello
studio per il gruppo delle pie donne, raffigurato
a destra nella Deposizione. Il tema dello svenimento
permette a Raffaello di introdurre nella composizione
un gruppo di straordinaria invenzione plastica
ed emotiva. Maria, svenuta,
è sorretta dalle compagne, le sue braccia
sono abbandonate ed il volto reclinato sulla spalla;
il viso è caratterizzato da una smorfia
di dolore cui si accompagna il movimento delle
gambe piegate nello spasmo proprio dell’accasciarsi
a terra. La figura inginocchiata è quella
più vicina alla soluzione adottata nella
stesura definitiva; qui si riconosce lo studio
da parte di Raffaello della Vergine del ‘tondo
Doni’, dipinto in cui per la prima
volta Michelangelo realizza la cosiddetta ‘linea
serpentinata’. Se nel dipinto Borghese le
braccia forti della donna evidenziano il gesto
d’abbandono di Maria, qui se ne vede solo
una, coperta dalla manica dell’abito e in
parte nascosta dal braccio della protagonista.
Un’ultima annotazione sull’acconciatura
della figura: nel dipinto elaborata con i cappelli
intrecciati e raccolti sulla nuca e qui più
semplice, con solo dei nastri a contenere la folta
capigliatura
8
- La Vergine sorretta dalle pie donne Penna
e inchiostro bruno con leggere
tracce di matita nera, 307 x 202 mm
Londra British Museum, 1895.9.15.617
Il
foglio londinese mostra particolare attenzione
allo studio delle acconciature delle pie donne,
realizzate a destra nella Deposizione. Si comprende
quanto per Raffaello contassero anche i minimi
dettagli delle pettinature, rese in modo straordinario
nel dipinto. Tre sono i disegni relativi alle
teste femminili, tracciate in posizione diversa
- di profilo, dal retro e di tre quarti –
e con i capelli raccolti in pettinature più
o meno complesse ( si noti nella testa vista dal
retro, la presenza della retina che raccoglie
i capelli). Il disegno tuttavia, mostra anche
lo studio di uno scheletro sorretto da una figura
caratterizzata da un volto femminile e con gli
arti, presenti solo nella zona superiore, sottolineati
dalla muscolatura. Secondo la testimonianza di
Vasari, proprio nel periodo trascorso a Firenze,
Raffaello prese a studiare “ i muscoli delle
notomie e degli uomini morti e scorticati”
insieme alle ossa, nervi e vene, come è
possibile riscontrare nel disegno in esame, uno
dei pochi a mostrare questi elementi.
9 - Mezza figura di giovane donna di profilo a sinistra Penna, lievi tracce di matita nera, carta bianca,
262 x 189 mm
Firenze, Gabinetto e Stampe degli Uffizi, inv. 1477
E
La figura
del disegno fiorentino viene considerata studio
preparatorio per la Maddalena della Deposizione.
Il profilo della fanciulla viene sottolineato
da un tratto più marcato, contrariamente
al resto del corpo, i cui contorni sono appena
accennati. Il collo dritto sostiene il capo leggermente
inclinato verso il basso e lo sguardo della santa,
accompagnato dall’espressione delle labbra,
è malinconico ma non particolarmente drammatico.
I capelli, contrariamente agli altri fogli, non
sono raffigurati in acconciature elaborate, sono
semplicemente raccolti in uno chignon
assolutamente privo di nastri. La figura indossa
un abito dalla scollatura tonda, che non sottolinea
la rotondità del seno, quasi a mantenere
la volontà di un decoro rigoroso. E’
tuttavia lontana da quest’esemplare, la
scarmigliata Maddalena realizzata nel dipinto,
con i capelli sciolti sulla spalla e con un‘espressione
di disperata tragicità.
10 - Figura maschile barbuta in piedi
(cosiddetto ‘san Matteo’) Penna e inchiostro bruno, 228 x 318
mm
Londra, British Museum,
Department of Prints and Drawings,
inv. 1855-2-14-1, verso
Il
disegno deriva dalla statua di San Matteo,
lasciata incompiuta da Michelangelo nel 1506,
quando Raffaello era già impegnato negli
studi sulla Deposizione. Non si tratta
tuttavia di una copia esatta, bensì di
una rielaborazione del soggetto michelangiolesco,
a sua volta ispirato al celebre gruppo ellenistico
del Lacoonte, che era stato rinvenuto
a Roma negli scavi della Domus Aurea
proprio nel 1506. Raffaello trasforma la profonda
e trattenuta intensità emotiva della scultura
utilizzandola per esprimere il senso di dolorosa
fatica di uno dei portatori del Cristo. Anche
se non è accertabile con precisione il
personaggio di riferimento rispetto alla stesura
finale della composizione, certamente il volto
del vecchio portatore, che nel dipinto è
accanto alla Maddalena, appare iconograficamente
connesso al disegno. Nello studio, la figura accenna
a un movimento all’indietro, come se salisse
un gradino, particolare che nella tavola è
diversamente realizzato. E’ possibile che
la figura sia stata concepita come sviluppo di
una perduta composizione, successiva al disegno
del British Museum 1963-12-16-1. Da rilevare l’inclinazione
della testa verso l’alto, che forse già
presuppone la presenza di Dio Padre.
11 - Studio
di testa Penna ( o gesso nero
lumeggiato di biacca?), 160 x 110 mm
Chantilly, Musée Condé, LA 92112
Il
foglio, completamente riempito dallo studio di
testa, è stato avvicinato alla figura di
Nicodemo presente nella Deposizione. Se nel dipinto
il personaggio viene raffigurato di profilo, nel
disegno in esame, la figura mostra il volto di
tre quarti, taglio utile a sottolineare l’espressione
di dolore espressa dalla bocca, disegnata con
le labbra socchiuse, che lasciano intravedere
la dentatura superiore. Sono tuttavia gli occhi
a richiamare particolarmente l’attenzione,
è chiaro come l’artista intendesse
lavorare sulla drammaticità degli sguardi,
di umanizzare quanto più possibile i suoi
personaggi, come è possibile riscontrare
nella realizzazione finale del dipinto.