In ordine temporale,
i disegni e gli schizzi che Raffaello realizzò
prima della stesura definitiva della Deposizione. E' interessante
osservare coma da una idea iniziale di Compianto,
l'artista rielabora la composizione fino a realizzare
un Trasporto del Cristo morto.
Sovrapposizione dei disegni di
studio sulla definitiva Deposizione
(Cliccare sui numeri per vedere
le sovrapposizioni.
Le schede dei singoli disegni sono qui di seguito)
1
- Lamento sul Cristo morto Penna e inchiostro
su tracce a stilo
e gesso nero, 335 x 391 mm
Parigi, Musée du Louvre,
Département des Arts
Graphiques, inv. 3865
La composizione
del disegno appare strettamente derivata dalla
toccante Pietà, dipinta nel 1495 da Pietro
Perugino per la chiesa di Santa Chiara a Perugia;
fino al primo decennio del XVI secolo il dipinto
costituì infatti un punto di riferimento
imprescindibile per qualsiasi scena di “compianto”
e da essa trassero ispirazione importanti artisti
come Fra Bartolomeo e Andrea del Sarto. Secondo
l’iconografia all’epoca universalmente
utilizzata, il corpo del Cristo è rappresentato
disteso sul terreno, circondato dalle figure dei
dolenti, tra le quali spiccano quelle della Vergine
e della Maddalena. Il grado di rifinitura
rende verosimile l’ipotesi che sia stato
questo il disegno presentato alla committente
Atalanta Baglioni come primo modello della grande
pala d’altare. Nonostante appartenga alla
fase iniziale dello sviluppo della composizione,
esso appare come il risultato di una lunga riflessione
sul tema, svolto fondendo l’iconografia
del “Compianto” con quella dell’”Adorazione”.
Il gesto della donna, che scosta il velo dal volto
della Vergine svenuta, e quello della Maddalena,
che stringe le ginocchia del Cristo sostenendone
la mano, evidenziano un’accentuazione del
tono drammatico della scena.
2
- Pietà: composizione di dieci figure Penna
e inchiostro bruno su carta
bianca avorio, 179 x 206 mm
Oxford, Ashmolean Museum, P II 529
Ritenuto da
una parte della critica il primo della serie dedicata
alla Deposizione, è probabilmente
da considerare il punto di partenza della rielaborazione
avviata da Raffaello sul tema del “Compianto”.
Vi si comincia a scorgere infatti un impercettibile
avvicinamento verso il racconto di un’azione
e il contestuale allontanarsi da una immagine
puramente contemplativa come quella espressa dalla
tavola del Perugino. La pia donna, a sinistra
della Vergine, sembra infatti arrestarsi dopo
essere accorsa; la Maddalena congiunge le mani,
protendendosi verso il centro della scena. Pur rimanendo
aderente allo schema fondamentale del disegno
del Louvre (inv. 3865), si evidenziano notevoli
correzioni: le due figure in piedi del gruppo
centrale sono state eliminate; Giuseppe d’Arimatea
si pone ora a destra della composizione, rivolto
verso san Giovanni. Le modifiche così concepite,
oltre a creare una maggiore concentrazione psicologica,
definiscono una linea a “V” che si
apre in corrispondenza del capo della Vergine
svenuta e della donna che pietosamente la sorregge.
Questa scelta focalizza lo sguardo dell’osservatore
su uno dei motivi più importanti e commoventi
della composizione e, al tempo stesso, attira
l’attenzione sulla testa di Cristo.
3
- Studi per la Deposizione Penna e inchiostro
bruno
su carta, 218 x 307 mm
Oxford, Ashmolean Museum, P II531
A
differenza del disegno del Louvre (inv. 3865)
o del successivo schema di Oxford (Ashmolean P
II 529), il disegno principale si concentra sull’azione
di tre figure: il corpo di Cristo e i due uomini
che lo sorreggono. Il foglio documenta la prima
fase di un cambiamento radicale del soggetto:
il tema della contemplazione sul corpo pietosamente
deposto a terra si trasforma nella rappresentazione
di un movimento. Anche l’ombra proiettata
sotto il corpo di Cristo contribuisce a enfatizzare
il senso di mobilità, esaltato dal contrasto
di luce e ombra. E’ il primo accenno del
passaggio da una scena di carattere contemplativo
ad un’altra di tipo narrativo. Gli uomini
introdotti in primo piano segnano l’avvio
di un progressivo spostamento dei soggetti rispetto
all’idea iniziale (Louvre, inv. 3865), che
porterà nella fase finale del dipinto a
spostare lateralmente il gruppo delle donne, inizialmente
concepito al centro della scena. Una parte importante
del foglio è inoltre occupata dagli studi
di tre teste maschili e una femminile, tutte molto
caratterizzate e già elaborate nei dettagli.
Il volto dell’uomo con la barba all’estrema
destra sembra direttamente derivato dal San
Matteo di Michelangelo, mentre la testa di
donna appare molto vicina a quella della Vergine.
4
- Studio per la Deposizione Penna, 213 x 320
mm
Londra, British Museum,
Department of Prints and
Drawings, inv 1963.12.16.1r
Il
disegno rappresenta il passaggio definitivo verso
la rappresentazione del “Trasporto al sepolcro”
e mostra l’importante soluzione adottata
per la figura di Cristo, non più disteso
nel grembo della madre, ma, appunto “trasportato”,
come nel dipinto Borghese. La composizione del
resto, risulta ispirata da un’opera del
Signorelli, Pietà con i santi Faustino
e Pietro Parenzo del Duomo di Orvieto, dove
nello sfondo è presente il trasporto del
corpo di Cristo. Si noti la figura
maschile di destra, voltata con le spalle al gruppo
centrale, esattamente opposta a quella poi scelta
per la stesura finale della composizione, e la
figura femminile posta al centro in ginocchio,
riconoscibile dal velo come la Madonna. A sinistra
è presente infine, un folto gruppo di personaggi,
fra cui alcuni maschili, in cui spicca il volto
della Maddalena, con i cappelli raccolti nel turbante
e piegata in avanti verso il corpo senza vita
di Cristo.
5
- Studio per la Deposizione Borghese Penna e
inchiostro bruno su gesso
nero, 228 x 318 mm
Londra, British Museum,
Department of Prints and
Drawings, inv. 1855-2-14-1, recto
Il
disegno lascia chiaramente intuire la disposizione
finale delle figure. La Maddalena ha sostituito
al centro la figura della Madonna e il gruppo
dei portatori evidenzia decisamente il movimento
del corteo verso sinistra. Il pathos emotivo è
reso in una gamma più ampia attraverso
il contrasto tra i personaggi maschili e femminili.
L’azione, che diviene il vero motore della
composizione, potrebbe essere stata suggerita
a Raffaello dalla stampa del Mantegna raffigurante
la Deposizione e da un bassorilievo antico con
il Trasporto di Meleagro, soggetti entrambi copiati
da Raffaello nei suoi disegni. Rispetto al modello
antico il movimento esprime una più contenuta
passionalità e una minore energia, rallentata
dalla presenza di un asse centrale. Questo disegno
fu probabilmente preceduto da numerosi schizzi,
purtroppo non pervenutici, in cui vennero definiti
i rilievi fondamentali del gruppo di sinistra.
Da notare, l’importante elemento dei gradini
sulla sinistra, che accentuano il senso dello
sforzo fisico nell’azione, e il forte influsso
della Pietà di Michelangelo in Vaticano
sulla posa del corpo abbandonato di Cristo.
6 - Studio
per il gruppo centrale della Deposizione Penna e inchiostro bruno, tracce di matita nera,
carta bianca, 289 x 298 mm
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto Disegni
e Stampe, inv. 538E
Il
disegno rappresenta la scena centrale della Deposizione
nella versione più vicina a quella realizzata
nel dipinto. La quadrettatura visibile sul foglio
indica che con buona probabilità questo
fu utilizzato per il riporto sul cartone, predisposto
a grandezza naturale per il trasferimento del
disegno sulla tavola. Raffaello operò comunque
in corso d’opera una serie di cambiamenti,
per i quali furono verosimilmente eseguiti ulteriori
disegni, come nel caso dello studio per la Maddalena
che sopraggiunge in fretta. La scena rappresentata
indica chiaramente che il trasporto del Cristo
morto al sepolcro è ormai predominante
sul dolore della Vergine e delle pie donne; non
è possibile affermare con sicurezza se
in questa fase Raffaello avesse già progettato
di raffigurare la Vergine che cade svenuta oppure
in piedi dietro il corteo. Nel disegno,
dietro la Maddalena, si può scorgere una
figura femminile, che manca nella stesura finale
dell’opera. Alcune indagini diagnostiche,
eseguite tra il 1994 e il 1995 a cura della ex
Soprintendenza per i Beni artistici e storici
di Roma, hanno accertato che Raffaello eseguì
anche sulla tavola il contorno di tale figura,
successivamente ricoperta e spostata nel gruppo
di destra, a sorreggere da tergo la Vergine. Questo
mutamento dovette quindi avvenire quando il dipinto
era pressocchè finito. E’ proprio
l’esito di tale scelta a produrre la decisa
separazione tra i due gruppi, collegati ormai
solo dallo slancio della Maddalena, esaltando
la possente tensione del giovane portatore, isolato
al centro del dipinto.